mercoledì 18 novembre 2015

ma bomba o non bomba

Finalmente si usa la parola giusta: guerra.
Basta con 'crisi', 'conflitto', 'missioni di pace', e roba simile...
Basta con gli eufemismi.
Siamo in guerra, punto e basta.
Non è consolante, vista la fine che faremo, ma almeno del linguaggio si salverà qualcosa.

C'è da stupirsi che si continuino ad usare bombette o mitra.
Ordigni nucleari tattici e armi chimiche letali si aggirano facilmente per il mondo, e non mancherà molto al loro utilizzo.
D'altra parte, questo potrà avvenire, e forse sta già avvenendo (che ne sappiamo davverò di quel che stiamo combinando ora in Siria, o in Iraq ?), da entrambe le parti.
Quando saremo in preda a quel tipo d'attacchi nelle città, allora sì che ci sentiremo dei topi.

Intanto, l'unica e tanto sbandierata ricchezza della nostra civiltà, la comunicazione libera in rete, sarà la prima vittima di quel che sta per accadere. Il controllo -già evidente seppur coperto- crescerà esponenzialmente su di essa e attraverso di essa.
Già oggi neppure sospettiamo lontanamente quanto siamo intercettati e spiati, tutti.
Ma tra poco lo saremo ufficialmente, alla luce del sole, per legge, e per il nostro bene.

L'unico elemento che emerge chiaro oggi è la totale confusione.
Sia dal punto di vista delle strategie di autodifesa e di attacco militare.
Sia da quello dell'approccio ai problemi che ci attorniano e che noi stessi abbiamo creato per proteggere le nostre scelte, i nostri interessi e privilegi, i nostri errori.
Una buona parte di quelli che accogliamo si rivolta dall'interno delle nostre società.
E molti di quelli che non accogliamo ci fanno guerra altrove.
In modo più o meno palese, ma lo fanno.
Per ora sono minoranze, ma molto decise, incattivite e aggressive.
Così come lo sono d'altronde le minoranze che dominano qui da noi, in doppiopetto o divisa.
E, così come per loro anche per noi, le maggioranze sono colluse, fanno fare ad altri il lavoro sporco, subiscono passivamente e, sotto sotto, ne godono.
E' questo mix esplosivo a non lasciare scampo.
Le due minoranze, da sole, potrebbero poco, se le maggioranze non fossero complici.
O se esistessero minoranze attive nonviolente, diffuse e organizzate.
Ma sono due condizioni irreali e irrealizzabili: la prima, da sempre; non si può neppure concepire una maggioranza non collusa.
Sulla seconda, i tempi sono trascorsi: non si può più fare nonviolenza, se non come pura testimonianza, in piena guerra.

In tutto questo, si cerca di continuare a fare amichevoli (già la parola stessa fa ridere ora...) di calcio, che vengono annullate un'ora prima per segnalazioni di grave rischio attentati.
Si cerca di viaggiare e fare turismo, mentre si fa guerriglia in spiaggia o nei musei, o esplodono bombe sugli aerei.
Si va a scuola a perder tempo su Carlo Magno o la guerra dei Cent'anni, senza peraltro imparare nulla neppure sul passato.
Si sta ad ascoltare Salvini ed Ovadia che sbraitano insensatamente in tv.
Propongo almeno un anno di silenzio assoluto, in cui poter sentire soltanto gli spari e il rombo delle armi.
Magari così ci renderemo conto di dove siamo finiti.




 

 

3 commenti:

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  2. https://www.google.com/url?q=http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/13/siria-putin-usa-hanno-il-cervello-in-pappa-non-condividono-notizie-su-isis/2124407/&sa=U&ved=0CAsQFjACahUKEwjE7Znt-JHJAhXCmg4KHbcXDyE&client=internal-uds-cse&usg=AFQjCNF2Da8n4mi2IFQCZhmTEby6GPV-VA

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  3. 1) l'isis vuole abbattere Assad
    2) la Francia bombarda la Siria per abbattere Assad
    3) l'isis mette in atto degli attentati a Parigi come ritorsione per i bombardamenti francesi in Siria

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