lunedì 1 aprile 2013

errori nuovi


Alla crisi economico-finanziaria, stante l'attuale errato modello di crescita dissennata e di assatanamento liberista, non c'è rimedio, qualunque cosa si auspichi o si prometta e chiunque ci governi.
O si riconoscerà la sua catastrofe o sarà -sempre più- una catastrofe per tutti.

Alla crisi etico-politica, se si prosegue a sottovalutarla trincerandosi dietro l'emergenza economica, non c'è rimedio, soprattutto se si continua ad affidarsi al gesuitismo togliattiano di Napo & C e alle sue 10 badanti.
(A questo proposito, ho trovato conforto oggi nelle parole di Gomez e Padellaro sul Fatto).

Se e quando se ne andranno, se e quando il campo di gioco sarà finalmente libero, se e quando riconosceremo gli errori, se e quando ci convertiremo e riconvertiremo i nostri modi di vivere su questo pianeta, se e quando accetteremo di morire per quel che siamo stati....
Allora, e solo in quel momento, potremo risalire la china, risorgere, riprendere fiducia e permetterci di riprovare a vivere e a sperimentare qualcosa che abbia un senso.

Quello sarà il momento per provare a fare errori nuovi.
Di sbagliare, ancora e ancora, ma di fare errori inediti, che ancora non conosciamo, di cui non conosciamo la soluzione, che ci stupiscano di noi stessi e degli altri, che aprano ad ulteriori scoperte ed a future pedagogie.
Non chiedo verità, perfezione, albe luminose, bontà.
Di errori nuovi.
Di questo, mi accontenterei.

Esco allo scoperto. Sono morta. Non rinfacciatemelo...
A uno sconosciuto possiamo perdonare la scelta di essere cattolico praticante o di dedicarsi ad atti omosessuali, ma non di sottomettersi alla morte. Detestiamo i rinnegati. Morire, più ancora dell'alcolismo o della dipendenza da eroina, sembra il peggiore dei vizi, e in un mondo dove ti accusano di essere pigra se non ti depili le gambe, essere morti sembra la peggiore delle mancanze.
E' come se uno avesse deciso di scansare la vita, come se semplicemente non avesse fatto uno sforzo serio di realizzare il proprio potenziale. Disfattista che non sei altro!...
A chiunque stia leggendo e non sia ancora morto, auguro buona fortuna. Sul serio.
Continuate pure a mandar giù vitamine. Continuate a fare jogging intorno al laghetto del parco e ad evitare il fumo passivo. Incrociate le dita...magari a voi la morte non capita...
A tutti gli altri dico:non abbiate paura, vi prego. Se andrete in paradiso, buon per voi. Ma in caso contrario...bè, guardate me. Se la Terra ci sembra un inferno, o se l'inferno ci sembra un inferno, è soltanto perchè siamo convinti che debba essere un paradiso. La Terra è la Terra. E i morti sono morti.
(Chuck Palahniuk, Dannazione, 2011)



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