domenica 20 maggio 2018

la meglio gioventù

I due giovinetti ce l'hanno fatta, in batba a quasi tutti, pare.
Salvini ne esce vincitore, è apparso coerente e simpatico, anche se dice cose antipatiche e ne farà di pessime.
Di Maio non ne esce spennato, anche se non sarà presidente, ma è apparso molto democristiano e più scostante e antipatico dell'altro.
E' vero anche che rischiava molto di più, ed era esperto molto di meno.
Comunque, abbiamo il migliore dei governi possibili, visto il voto e visti gli altri.
In attesa che il PD si spacchi e Berlusconi si possa candidare nel regno dei cieli (sempre che Dio sia ancor più clemente dei giudici terreni), la notizia è questa.
Sempre che il Mattarello non caschi violentemente sulla sua testa.

E' un governo meno a destra di quel che sarebbe stato un governo di centrodestra.
E' un governo meno di destra di quel che sarebbe stato un governo 5S-PD.
E' un governo meno di destra di quel che sarebbe stato un governo dei tecnici o del presidente.
E' un governo di destra, con spruzzate di sinistra, e ventate di estrema destra.
Che pacchia!
Un vero casino, chissà quanto e come reggerà, e quanto lo faranno governare davvero.
Ma non ci sono alternative, a questa Terza Repubblica (di Weimar).

Da domani ci sarà da divertirsi.
Non credo che riusciranno a fare molto di quel che hanno scritto, ma per lo meno è più probabile che provino a non fare quel che altri avrebbero fatto con totale non chalance.
A sentirli, ci sarà da tremare per migranti, cooperative sociali, zingari, economisti austeri, europeisti ed evasori.
Ma, qui da noi, si sa che le parole stanno a zero, e si dimenticano.
Se le parole contassero, soprattutto quelle della campagne elettorali, Fiore Di Maio e Salvini-Slavina non sarebbero certo lì insieme.
E perché, se non sono valse quelle di prima dovrebbero valere queste ?
Solo perché, peraltro in perfetto stile berlusconiano (a proposito di quanto Berlu sia entrato nella vita di tutti 'Loro' 1 e 2...), è stato scritto e controfirmato notarilmente un contratto ?
Ma dai...!

Comunque, non vorrei essere nei panni degli elettori che hanno votato Lega per stare con Berlu ed ora si trovano con Grillo.
E non vorrei essere nei panni degli elettori 5S che hanno votato per governare da soli e si trovano con i lepenisti italiani e gli amici di Casa Pound.
E soprattutto non vorrei essere un elettore del PD, che dopo aver perso malamente le elezioni, tra poco si troverà a perdere anche il partito (sempre che quello di Renzi sia ancora un PD).











giovedì 17 maggio 2018

parvenu a corte

Tre cose mi impressionano di questo processo che dovrebbe condurci alla formazione di un nuovo governo.

La prima è che si debba lottare così tanto per non farsi fagocitare dai mass media e dai social:
che continuano ogni giorno ed ogni ora ad interpretare, assediare i protagonisti, propalare e inventare notizie, attaccarsi a dettagli incomprensibili e casuali per renderli significativi e spettacolari, esaltare e rovinare qualcosa o qualcuno in un attimo, cercare sempre di arrivare per primi a sapere, pubblicare, dichiarare.
Mi dà angoscia vederlo e pensarlo, in un tempo in cui le fake news sono ormai la norma per tutti e la finta socializzazione di quel che vogliamo far sapere (ma non della verità) ci avvolge senza requie e senza senso.
Siamo invasi dall'informazione, e ne sappiamo e capiamo sempre meno, di tutto.

La seconda è che, a fianco a tutta questa agitazione, si manifesta la più totale passività e indifferenza delle persone rispetto a quel che accade nelle stanze del potere.
In quasi tre mesi di colloqui, trattative e ricevimenti, i leader politici proseguono come se esistessero soltanto loro: non solo gli elettori, ma anche gli eletti non contano nulla, non vengono consultati su nulla, non esistono in quanto parlamentari e rappresentanti, restano permanentemente in stand by.
La democrazia è stata sostituita di fatto e da tempo da una richiamo populista ad un consenso che ratifica post-hoc, ma che non contribuisce minimamente alla presa delle decisioni.
La verifica dei gazebo o della rete (così come la pagliacciata delle primarie) non possono sostituire i processi democratici, ne rappresentano solo una mistificazione mimetica.
Ma pare che siano oggi il massimo a cui si possa aspirare.
Ma tanto vale a questo punto andare a Windsor ed assistere al matrimonio tra Harry e Megan.

La terza è che, al minimo accenno di conflitto e di alternativa, i mercati si siano immediatamente svegliati contro il barbaro invasore, facendo scendere le borse e sollevare lo spread.
E che le istituzioni europee si affidino al solo Mattarella (o addirittura a Berlusconi), manifestano diffidenza e preoccupazione verso chiunque provi a contestarle o a metterle in discussione, anche solo in teoria o nell'intenzione.
Quali spazi può ancora avere la democrazia in un contesto di ricatto e di minaccia preventiva come quella che prosegue e rivelarsi anche in questi giorni ?
Salvini e Di Maio fanno bene a provarci (almeno si fa un po' di casino), ma non vanno verso un destino alla Tsipras ?
Credo proprio di sì.





martedì 15 maggio 2018

invecchiare vale

Ho detto a Chelsie, che baciava Cody tra le gambe per farlo ridere: non sarà sempre così. Non avrai più il seno per nutrirlo né l'abbraccio per farlo smettere di piangere. Sarà un estraneo terribilmente amato che non potrai consolare in nessun modo. Potrà ancora avere bisogno di te. Non più desiderio.
Il desiderio e il bisogno, negli uomini adulti, sono due forze distanti, che puntano in direzioni opposte.

Ho smesso di ascoltare, tutte le frasi che cominciano con 'la sinistra, se devo essere sincero ' o 'la sinistra, per chiamare le cose col loro nome' mi inducono ad isolarmi acusticamente, a tapparmi le orecchie...
Ho parlato per non ascoltare.
'Anche tu confondi la sinistra con l'età delle illusioni. La leggenda d'aver ragione che ha nutrito la nostra seconda infanzia. Quando ci facevamo carico dei mali del mondo come se ne conoscessimo la cura, con l'altruismo distratto di chi può sperperare il suo tempo'.
Mi ha guardata con uno stupore lusinghiero. Ho continuato: 'Se sinistra corrisponde a gioventù, parrebbe piuttosto naturale decretarne la fine, passati i cinquanta. Il problema è semmai che non siamo riusciti a contagiare le giovinezze seguenti. Dopo di noi tre infornate di giovani dediti alla dissipazione'.

Mi pare impossibile di aver concepito ciò che sto vivendo. C'è qualcosa di sbagliato in me, una volontà luciferina che applico dove arrivo, dove mi consente di arrivare la mia piccola anima, la mia anima senza grandezza e senza pace, sempre occupata a sbarcare il lunario.
Mi pare impossibile, ma è la verità. Sta accadendo. Siamo tutti attorno a un tavolo...

Ho bisogno di pensare che non si perde la grazia: Nemmeno quando si arriva in fondo.
Nino ansima in salita. Anche lui. Io no. Mi aggrappo alla mia superiore dotazione di fiato, come se potesse garantirmi un presente più lungo, un futuro più intatto.

'Me lo ricordo, dice Anna, le parole escono dalle sue labbra nascoste nel fiato, poco intellegibili, 'ti tendeva degli agguati...e tu rispondevi sempre...ti preparavi per giorni...ci studiavi...studiavi da spiritosa...povera marmocchia.'
'Ero talmente stupida'.
Anna chiude gli occhi e sorride. 'Per questo eri allegra.'
Sono uscita dalla stanza quando Peter si è sdraiato accanto a lei sull'altra metà del letto. Ho sostato fuori dalla porta, sul terrazzino. In ascolto, come se davvero la rete metallica potesse cigolare di nuovo sotto l'urto di due corpi che si compenetrano e si contraggono, uno sull'altro, uno dentro l'altro. Aspetto l'urlo appagato di Anna, la pausa di silenzio e poi quel mormorio molle, intimo, rotto da risate brevi che mi è sempre sembrato il completamento affettivo del piacere.
Non sento niente.
Quando sono tornata in cucina, non so dopo quanto tempo, la luce era spenta.
Non c'era più nessuno.

(Lidia Ravera, Il terzo tempo, 2017)

verde giallo rosso



Il semaforo da verde si fa giallo e forse rosso. Il governo verde-giallo si allontana.
Al di là del solito ottimismo di facciata (o ancor peggio dettato dall'ingenuità e da sottovalutazioni degli ostacoli) da parte dei Cinquestelle, le parole di Salvini manifestano tutta la durezza e consistenza dei problemi che le due delegazioni stanno tentando di limare e risolvere.
Inevitabile, viste le distanze presenti nei programmi, e ancor più su alcune premesse di base dei due partiti, pur in presenza di varie affinità.
Se riuscissero, alla fine, lo spostamento a destra della politica italiana sarebbe fortissimo e più veloce che mai.
Ma c'è da dubitarne.

I passaggi appaiono troppo complicati.
Se anche riuscissero a superare tutti gli scogli tra i leader, c'è da verificare la tenuta dell'accordo tra gli elettori e soprattutto quanto Mattarella sia davvero disponibile a far passare un governo 'politico' di questo tipo e natura.
E' evidente che avrebbe preferito e ancora sceglierebbe un governo tecnico da lui scelto, e che comunque non veda di buon occhio un governo Salvini-Di Maio.
E' molto probabile anzi che Mattarella non si sia limitato alle sparate contro il sovranismo antieuropeista e, nel commemorare Einaudi, a favore di un ruolo non notarile e non formale nella scelta dei governi da parte del capo dello stato.
Segnali già molto chiari, e a mio parere, scorretti nei tempi e nei modi, dei suoi veri intendimenti.
La sensazione è che stia anche esprimendo forti perplessità sia sulle coperture fnanziarie delle riforme proposte, sia su questioni centrali del contratto (migranti, in primis, ma anche altri: giustizia, legittima difesa, lavoro e pensioni...) e che anche su questo si basi l'attuale empasse delle trattative in corso.
Mattarella ha detto no alle proposte scaturite dal tavolo di mediazione, facendosi portatore delle solite solfe che ben conosciamo e che di fatto stanno governando e governeranno i paesi europei, indipendentemente da qualunque risultato elettorale.

Infine, resta l'ingorgo sui nomi dei ministri e soprattutto del Primo ministro.
Dopo aver rifiutato il governo tecnico, i giallo-verdi rischiano di doverne proporne uno che si affida a sua volta a tecnici lottizzati per area, nell'impossibilità di trovare un candidato politico che possa andar bene ad entrambi.
Ed anche qui, certamente Mattarella ci sta mettendo becco e ce lo metterà.
Una proposta c'è, ma ieri è emersa una contrarietà del Quirinale, ed è per questo che i due sono usciti scornacchiati dal colloquio, senza però poter dire apertamente quel chè è avvenuto nelle segrete stanze.

Insomma, la situazione resta molto ingarbugliata e poco promettente, fragilissima sia al presente, sia in prospettiva.
Permangono in me quattro tristi consapevolezze:
-che la parola 'verde' sia ormai in mano ad altri, che vivono ai suoi antipodi, e non sia riuscita a determinare una formazione ecologista di rilievo in Italia e in Europa.
Continuo a credere che quella verde sia stata la vera occasione persa della nostra storia politica recente.
-che se si andasse ad elezioni ora o tra poco il centrodestra prenderebbe il potere da solo, soprattutto ora che Berlu è tornato inopinatamente (e ingiustamente) candidabile;
-che la parola 'rosso' ormai sia solo un colore per il segnale di stop del semaforo;
-che qualunque governo nascesse, sarebbe sempre e solo un governo del Presidente, cioè dei soliti noti, alla faccia di chi ancora una volta ha votato.






sabato 12 maggio 2018

un nuovo astensionista tra noi...

Berlusconi è sempre capace di stupirci.
Non so di cosa, ma è un genio...
Non so cosa possa avergli promesso Salvini, capisco quanto possa temere -insieme al suo compagno di merende del PD- delle nuove elezioni a breve, comprendo quanto potesse aver inviso un ennesimo governo tecnico (forse il più pericoloso per le sue aziende e i suoi patrimoni), ma...
non mi aspettavo il suo passo indietro, di lato, di fuori.

L'astensione ha acquisito all'improvviso un nuovo adepto e un nuovo aggettivo: l'astensionista benevolo.
Difficile però credere che sarà davvero così: lui non è il tipo che si astiene (non l'ha mai fatto, neppure con gli allenatori del Milan), né tantomeno lo farà benedicendo e benevolendo.
Sempre che riescano a farlo davvero questo governo, le matricole di Lega e Cinquestelle si troveranno a dover gestire continuamente le imboscate e le goliardate dei nonni di turno, a rintuzzare gli atttacchi dei Brunetta e dei Richetti, ad attraversare il deserto senza rifornimenti e tra i
predoni.

Berlusconi e Renzi, infatti, sanno bene una cosa: l'unico modo per prendere voti in Occidente ormai è non governare e il miglior modo per (far) perdere voti è (far) andare al goveno.
Quindi, sperano così di mandare allo sbaraglio i loro avversari, e di farli fallire.
Ed alle prossime elezioni potranno ripresentarsi al paese come salvatori della patria al grido di 've l'avevamo detto...! '
Ma non è detto che accada così.
Magari i due giovani leoni ce la faranno.
Magari si accorderanno per cercare di tener fuori più migranti possibile, o si scambieranno i favori su una flat tax a me e un reddito di cittadinanza a te.
Magari turneranno a staffetta alla presidenza, immaginando governi di lungo corso.
Non so, sinceramente, è veramente difficile prevedere qualunque cosa.
So solo che al tavolo dei consulenti per il programma sedevano Borghi, Siri, Calderoli, Bonafede, Spadafora e Toninelli. Non proprio il meglio del made in Italy.
D'altra parte sarebbe stato meglio proseguire con Lotti, Boschi, Gozi, Gasparri, Romani e Gelmini ?

Grande è la confusione sotto il cielo, e non solo qui da noi.
Non mi pare che la Francia, la Spagna, la Germania, la Russia e gli Stati Uniti siano messi meglio.
Per non parlare di Libano, Siria, Israele, Iraq ed Iran.
Il mondo è una polveriera, e ribolle peggio di un vulcano alle Hawaii.
Non vedo lo spazio per benevole astensioni.
Solo per maledizioni.


martedì 8 maggio 2018

crisi di sistema

Tra ieri e i prossimi giorni finalmente si procederà ad ampi passi nella -ancora lunga ma rapida e irreversibile- agonia del sistema politico italiano e più in generale della democrazia rappresentativa in tutto l'Occidente.

Mattarella è stato spernacchiato dai partiti, totalmente votati ai loro interessi particularissimi e del tutto indifferenti a quelli istituzionali e nazionali.
Dopo tanti auspici e richiami retorici all'unità, infine, la dura realtà.
Solo il Pd e (forse) FI, qualche LEU e Gruppo misto voteranno il suo governo finto-neutrale.
In attesa, sempre auspicati, di inciuci più stabili e consistenti che potrebbero sempre scongiurare precoci ritorni alle urne. 

Governo già neutralizzato in mezzora dai rifiuti di Di Maio, Salvini e Meloni.
Ma che si farà anche questa volta, e durerà almeno sino a fine anno, in attesa del ritorno di Draghi sulla scena politica italiana.
PD e FI faranno di tutto per non andare ad elezioni a breve (andrebbero a dissanguarsi ulteriormente), Lega e Cinquestelle preferiranno lasciare ad altri il peso di fare scelte durissime, imposte dall'UE.
Cosa di meglio che dei tecnici non candidabili e non politici per fare scelte impopolari e proseguire ad accumulare voti di protesta antisistema?

Ma, nel frattempo, una nuova campagna elettorale, di fatto mai interrotta, si farà eterna e continua, e sempre più senza senso, senza vincitori né vinti, in una vera e propria crisi di sistema.
E senza che si possa raggiungere alcun accordo su una diversa legge elettorale.
Almeno sino a quando non si arriverà a un nuovo bipolarismo: sempre che la Lega riesca a papparsi definitivamente Forza Italia e che il MS5 possa ulteriormente spolpare le carcasse di un PD che va verso l'estinzione.
Il PD si dirige ormai su uno sbocco centrista alla Macron, i cinquestelle copriranno l'area ex sinistra, la Lega prenderà quasi tutta la destra.
Ma ci vorrà ancora un po' di tempo per questo, e ci saranno ancora milioni di italiani che ancora una volta andranno a votare e rivotare, per pura coazione a ripetere, sempre più inutilmente.

Sino a quando l'ingovernabilità 'democratica' avanzerà implacabile in tutta Europa.
Si proseguirà come sempre a cercare apparenti soluzioni tecniche, sempre più labili, e a provare a tappar falle, con sempre più fatica e disdoro.
Ma ad un certo punto la finanza, i militari (e le maggioranze popolari) si stancheranno di tutta questa fragilità istituzionale in crescendo, e si andrà verso la militarizzazione della società e verso forme di regime politico apertamente dispotiche (simil Putin o Erdogan, veri fari del nostro tristo avvenire).













sabato 5 maggio 2018

rieccoli, rieccoci...

Dai, ci siamo...! Ci risiamo ? Bissiamo ? Ci abissiamo ?
Dopo due mesi di trattative farsa, tanto per acconentare i cittadini elettori e qualche giornalista in vena di maratone, ci siamo quasi ora: ricomincia l'era della responsabilità nazionale, ora in mano al dolce Mattarella come un tempo la fu in quelle del turpe Napolitano.
Il velo di Maya (di Mayo, anzi) si è strappato infine, e stiamo per andare oltre le povere illusioni di Grilli e grillini. Si torna al grilletto: o mangi di questa minestra o muori.
O la Borsa (quella dell'indice Mib) o la vita. Come sempre.

D'altra parte, non si può pensare di contrastare i soliti noti con tanta ingenua incoscienza, presunzione ed ondivaghezza.
I cinquestelle continuano a sembrare agnelli in mezzo ai lupi, che però hanno la pretesa di poter scegliere da quali lupi farsi mangiare.
Capisco che nessuno (neppure Renzi, se potesse) voglia governare con Berlusconi a fianco.
Ma allora: perchè fare alleanza col cenrodestra per le cariche istituzionali e far elleggere la Casellati, e perdipiù al Senato (col rischio che ce la ritroveremo incaricata a premier) ?
Se si iniziano a fare accordi con qualcuno, a quel punto devi buttar giù tutto l'amaro calice e non puoi porre veti a destra e a manca, lasciando a Salvini l'onere di mollare la sua coalizione (che non vede l'ora di guidare intera) e un Berlu che lo tiene per le palle da quando la Lega non ha più un soldo.
Di Maio avrebbe dovuto lasciare la presidenza a Salvini, e diventare vice prendendosi i ministeri del Lavoro e dell'Economia, e accettando qualche berlusconiano in ministeri secondari.
Ma è troppo egocentrico per proporlo.
A quel punto, se proprio si voleva isolare Berlusconi ed evitare il centrodestra, tanto valeva tentare da subito con il PD, fare con loro gli accordi istituzionali iniziali, e lasciare a loro poi il peso eventuale del gran rifiuto (una situazione inversa a quella in cui si trovò Bersani qualche anno fa). Atto che, perlomeno, avrebbe accelerato la crisi interna ai democratici e il prodursi di insanabili ulteriori scissioni al suo interno (che comunque ci sono e si manifesteranno a breve, nonostante l'ipocrita e ignobile pateracchio di avant'ieri in Direzione).
Ma era troppo risentito (così come Renzi, d'altra parte) per farlo sul serio e dall'inizio.

Non è andata, com'era probabile e prevedibile, con questo 'governo del cambiamento'.
E altrettanto probabilmente anche se il M5S avesse agito diversamente non sarebbe andato comunque mai al governo (così come la Lega). Lassù qualcuno non li ama, si sa.
Ed ora ?
Ci ritroveremo con un gentilissimo Gentiloni bis all'amatriciana, o una bella fiorentina al giglio magico più o meno ben Cottarellizzata, o inCasellati in salsa pasionaria forzitaliota servita sul lettone di Putin, ma in versione moderata ed atlantista, populista dentro ma antipopulista fuori.
Ovviamente, solo per rifare la legge elettorale e fare la legge finanziaria, come sempre.
Solo che la seconda si farà, la prima no.
E solo che si andrà avanti per mesi ed anni, a traccheggiare e ad acchiappare voti responsabili, per il bene del paese e di tutti gli eletti ben pagati e pensionati.
Siete pronti a ridere ?
Perchè vedrete che sarà Berlu a mollare Salvini, pur di andare a fare il governo di tregua (ma tregua da cosa e per chi, se non per loro stessi ?).
E vedrete che anche gli indomiti cavalieri di LEU appoggeranno in qualche modo le trovate di Mattarella, in nome di un sempre ritrovabile (e sempre ri-probabile, ri-provevole e ri-provabile) 'senso di responsabilità verso il paese'.
Quando ci sono di mezzo i sentimenti, come si fa a resistere...?
E chi starà all'opposizione, secondo voi ? Sì, l'avete azzeccata ancora una volta: proprio loro, il partito più amato dagli italiani (votanti).
E forse anche l'altro, quell'altro che aveva vinto le elezioni, sempre che Salvini -in scacco e sotto ricatto com'è ora- non possa non seguire il Cav anche in questa missione suicida (per lui, non per il Cav, che non vede l'ora di farlo fuori e di piazzare un suo clone alla guida del centrodestra a venire).
Sempre che non siano proprio Lega e M5S a spaccarsi tra ala dura e pura e neo-governisti dell'ultima ora.
Sarebbe il colmo per chi ha votato e li ha votati, l'ennesimo schiaffo alla 'volontà popolare', ma qui da noi può sempre accadere di tutto (eccetto quel che, per logica e numeri, dovrebbe)...