mercoledì 17 gennaio 2018

astenzionismo attivo...!!


Vivi ha la voglia ed il coraggio di avviare davvero una campagna per l'astenzionismo (astensionismo situazionista) e questo è il suo primo appello di sensibilizzazione al 'nostro' mondo.
I veri problemi infatti, e le peggiori resistenze all'idea stessa, vengono e verranno proprio dall'ambito auto-sedicente 'progressista e di sinistra'.
Qui risiede oggi una parte significativa di conservatorismo, che mostra perlomeno due facce:

-la prima è quella della mitologia elettorale, quale cardine e conquista irrinunciabile della democrazia, unica garanzia di partecipazione e di controllo sul potere politico, manifestazione decisiva e primaria della propria libertà ed espressione sociale.
Nonostante le decennali, ormai quasi secolari, esperienze dirette, tali da dimostrare ampiamente la fallacia di questi ragionamenti, e la mistificazione crescente e sempre più sfacciata che sta dietro proprio all'equazione democrazia= elezioni/ elezioni=democrazia, una gran parte delle persone che ancora votano (e vorrebbero votare) a sinistra credono alla necessità di farlo solo a partire da questa visione, che reputo -alla prova dei fatti- sinceramente conservatrice.

-la seconda faccia è quella, ancora più triste e trista, ancora più ristretta, ricolma di nostalgia per un passato che non torna: chi crede (o finge di, o prova disperatamente a credere che...) valga ancora una volta la pena di votare per una sinistra unita, per i soliti noti rimessisi im campo, la cui miglior sorte potrà essere quella di partecipare ad un governo col PD e la peggiore quella di non contar nulla di nulla, stracciati dall'esito elettorale.
Quelli che si sono messi insieme in LEU rappresentano in pieno il partito conservatore della sinistra. Anche ammesso che siano in buona fede nel loro intento ( e certamente lo sono tanti che vorrebbero votarli), sostenere col voto la loro causa (e la loro eventuale elezione) significa favorire ulteriormente solo un processo di mantenimento dello status quo, l'ennesima foglia di fico che copre le vergogne di un sistema politico ormai giunto alla catastrofe, e che avrebbe bisogno invece di una bella spallata per crollare.
Il meno peggio continua ad albergare tra loro, con due conseguenze nell'aria: che avranno il peggio e che, richiamati dal voto utile, cioè vincente, molti di loro alla fine andranno di nascosto a votare Renzi.

Detto questo, l'idea si scontrerà contro altre due grandi difficoltà:
-chi vota Cinque Stelle crede che sia la volta buona, e quindi vuole assolutamente andare a votare; sarà un fallimento, e perderemo altri cinque anni di legislatura, in mano a un nuovo o vecchio Gentiloni, in mano a sua volta alla BCE; ma, al momento, ci vogliono provare ed è impossibile portarli verso posizioni di astensione, seppure attiva;
-la gran parte di chi si astiene già è talmente stanco e scazzato che non so quanto avrà voglia di fare il passo in più che qui si richiede. Per quanto 'facile' dal punto di vista del gesto in sé, quel che qui si richiede è un salto di consapevolezza forte ed impegnativo rispetto alla propria scelta di astenersi privatamente e clandestinamente, così come si è fatto sinora.
Presuppone una scelta di non collaborazione attiva e di resistenza passiva al male.
Presuppone una decisione etica pubblica.
Roba non da poco, di questi tempi.

Ma la proposta va fatta, ora.
Anche solo per vedere chi ci sta a mettersi in gioco, con spirito ludico e un po' sbarazzino, come si addice ad un bel situazionismo essenzialmente inteso.
E' il momento di provare a dire insieme: punto e a cap !
Fateci sapere che ne pensate, anche attraverso il blog...



c​
 ar*,
​vi ​
 invio ques 
​ta mail​
 
​​
 per incominciare 
​ davvero​
 a giocare pubblicamente -e richiamare al gioco pubblico- con chi (singoli,gruppi, associazioni etc...) per le più varie emozioni e motivazioni si vuole astenere dal votare il 4 marzo.

​​questa idea non è diffusa pubblicamente,non so ancora e non voglio immaginarne da sola le vie d'innesco e gli spazi di partecipazione iniziali. ​​

se ti-vi scrivo è proprio perchè vorrei sapere che ne pensi,leggi giù e dimmi pure se ci stai.
ci vediamo, pensiamo a belle vie pubbliche d'incipit...?
pronta a ​co-costruirla insieme e coordinarci 
​,
 
 
 
a breve mail per un primo incontro collettivo
 


v.​
 

**********************

MI ASTENGO: un film in 2 (g)ATTI?
L'idea è quella di prendere la situazione del giorno delle elezioni come spazio-tempo di azione ed espressione pubblica di dissenzo politico, un dissenzo così serio e profondo da decidere di astenersi 
​ andando al seggio, molto​
lucidamente e 
​soprattutto molto ​
 ludicamente.
Esercitiamo il diritto-dovere del voto ma in modo inconsueto,mi viene da dire in una sorta di obbedienza incivile...!

I PARTE 
​:​
 LUCIDA 
​​
 
Non staremo a casa, ma andremo ai seggi con le vibrisse sintonizzate,faremo la fila come tutt* con passo felpato irriconoscibili cittadin* modello,daremo il documento e la tessera,lo trascriveranno, solo quando ci ridaranno la scheda timbrata per entrare in cabina: dichiareremo il nostro diritto di astenzione e lo faremo registrare 
​ sul verbale (pensate che è anche previsto lasciare un commento scritto che espliciti i perchè del voto di astenzione...da qui passerà la fantasia)
​Astenersi dal voto è costituzionalmente previsto, quindi facciamo un gioco permesso dalla costituzione e mai giocato,chissà come mai.​..
Le regole della costituzione ve le metto il calce
(sono un aspetto su cui dovremo prepararci per agire, capire come meglio come diffonderle,ci dobbiamo preparare all'astenzione? un training astensionista?)


II PARTE 
​:​
 LUDICA
Un'idea che ci è venuta in mente sull'aereo di ritorno con enrico è quella di farla viaggiare attorno all'acronimo C.A.P.

Campagna Astensionismo Pubblico

per poi giocarci su ognun* come vorrà tipo:

Ho cambiato indirizzo, ho un nuovo CAP

Qual è il tuo CAP codice di avviamento politico?

CAPe diem!

Oggi al seggio fai un CAPolavoro

Prendiamo CAPre e cavoli (pensano che sei una CAPra? Astieniti e fagli vedè domani di chi so i cavoli)

Ogni riccio un CAPriccio

Siamo CAPe toste

sCAPocciamo insieme per il pubblico!

Vuoi vedere di cosa siamo CAPaci?

Facciamo il CAPpottone a queste politiche, non so se CAPirete

Punto e a
CAPo!
CAPovolgiamo tuttoooo

vota con la CAPa

sii saggia/o fai una CAPatina al seggio

Sì, siamo testarde/i come CAProne/i

Costruiamo una nuova CAP town

CAPperi! si potrebbe immaginare un'altra politica..

CAPicolliamoci

Indossiamo il CAPo giusto

Vi porteremo dalla capirigna alla CAPirogna

Meglio di ambo,terzina,quaterna: CAPitombola!

4 marzo:CAPe diem

Oggi pensano che sei una CAPra ma fagli vedè di chi so i cavoli domani..



Ma anche varianti regionali...

CAPito mi hai?

Famo a CAPisse?

roma CAPoccia der mondo infame...

Qui la nuova ricetta per i CAPpelletti.

Tu non stai buon se non voti co a CAPa.

Ect...

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Insomma 
​ ci sarebbe da movimentare tutt* coloro che non andranno a votare in una Campagna di Astenzione Pubblica.
 

Creare un movimento organizzato di astensione pubblica con gruppi formali e informali di persone che si asterranno dal voto, andare ai seggi votare e registrare il voto di astensione, lasciando ognuno il proprio commento.
 


E mi rivolgo soprattutto alle persone con cui in questi anni abbiam fatto chilomentri, residenziali,marce, laboratori,campagne e nottate insonni attorno ai concetti
 

politici di bene comune, commons, pubblico e statale...
 


Il pubblico non è statale, lo stato non dialoga più col pubblico e il pubblico non sa nè sente più la sua forza, vitalità politica..
 


l'astensione organizzata ci resusciterà?
 


a presto,
 

v.




*P​
revisto dalla 
​C​
ostituzione 
​:​

(copio dal web)
Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche TITOLO VII Disposizioni penali Art. 104. Comma 5. che offre la facoltà di recarsi al Seggio, farsi registrare, rifiutare la scheda elettorale verbalizzare il rifiuto e l’eventuale motivazione.
Il segretario o il Presidente del Seggio sono tenuti ad ottemperare a questo articolo di legge, ma se si rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi le proteste o reclami di elettori che vogliono esercitare questo diritto degli elettori, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a 4.000 euro. Il Comma 5 dell’Articolo 104 offre quindi, la grande opportunità di presentarvi al vostro Seggio elettorale, con in mano la Tessera elettorale e il documento d’identità. Giunto il vostro turno, vi farete registrare e solo al momento in cui vi stanno per dare le schede per recarsi nella cabina elettorale e quindi votare …chiedete al Presidente o al Segretario del Seggio di mettere a verbale la vostra dichiarazione d’intenti, dove farete scrivere quello che volete (qui ci sarebbero dei suggerimenti da pensare...)
Il Presidente o il Segretario ne prendo atto e lo trascrivo sul verbale. E il gioco è fatto.
Né il Presidente, né il Segretario potrà rifiutarsi – nel caso non esitate a chiamare le FF.OO – perché stanno compiendo una flagranza di reato, e sono passibile di multa da 4.000 euro o addirittura della reclusione fino a tre mesi.
Cosi facendo, è come aver votato, con la sostanziale differenza che il vostro voto non andrà a nessuno in questo modo il vostro voto, farà ugualmente cumulo alle presenze e soprattutto il vostro voto non rientra nel meccanismo del premio di maggioranza.
Ricapitolando:
1) E importante andare a votare, presentarsi con i documenti + tessera elettorale e farsi vidimare la scheda.
2) Non toccare la scheda elettorale (se si tocca la scheda viene contata come nulla e quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)
3) Esercitate il sacrosanto diritto di rifiutare la scheda (dopo vidimata), dicendo: ‘rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!’
4) pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda
5) esercitare, se si vuole, il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un commento che giustifichi il rifiuto (ad esempio: ‘nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta’) (d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 – art. 104, già citato) così facendo non voterete, ed eviterete che il voto, nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito con più voti.

Seguendo questa procedura di legge, la scheda non risulterà nulla, e non potrà essere attribuita a nessun partito. Come abbiamo già ricordato, il segretario di sezione è obbligato a verbalizzare qualsiasi reclamo provenga dagli elettori, ma benché forti di questa norma, evitare in ogni caso di passare dalla ragione al torto ed incorrere nelle sanzioni previste per chi turba il regolare svolgimento delle operazioni di voto. Di fronte all’eventuale ostinazione dei presidenti e alla riluttanza dei segretari a non verbalizzare, e laddove non ci si senta in grado di sostenere il confronto, mantenete la calma, evitare di farvi coinvolgere in inutili discussioni (potrebbero farlo anche solo per provocarvi) e rivolgetevi alla forza pubblica per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44 comma 4 D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche).

lunedì 15 gennaio 2018

ultimi fichi d'india

Dopo 36 ore di sonno e veglie fatte solo di vaghezza, cibo e acqua, senza parole e senza suoni, quasi senza luce, pian piano ritorno alla realtà quotidiana di lavatrici, panni stesi, nonna isa e vicinato.
Già durante il viaggio è stato chiaro: l'India non è soltanto un viaggio.
E' un rito di iniziazione ad una vita che altrove è scomparsa e che lì resiste.
E' un percorso che si apre dentro noi stessi, che ci fa chiedere come viviamo e se questa che viviamo è ancora la vita.
E' un contatto estremo e continuo, senza tregua, con la profondità del senso più inconscio, e della più alta consapevolezza.
E' la pressante presenza degli esseri viventi, in tutte le sue specie ed oltre le stesse specie, al di là delle categorizzazioni e di ogni analisi.
E' un'esperienza del vivere e del consumarsi, del sentirsi pieni e dell'annullarsi.
E' sensualità e ascetismo, carnalità e ascesi.
E' totale parzialità e allo stesso tempo un rapportarsi con le parti di una totalità che non può mai manifestarsi, se non nel suo apparente opporsi a se stessa.
E' modernità senza modernizzazione, è persistenza di religiosità vissuta e mito familiare all'interno di società tradizionali in piena globalizzazione.

Viviana ha scoperto che io -in fondo- sono un indiano.
Certe caratteristiche del loro vivere sono anche le mie, è vero.
Questo misto di ordine e caos, di stabilità ed oscillazione, di cose appese e mal messe, ma funzionali e alla fine efficienti. Un'anarchia ben organizzata, insomma.
Un senso del tempo, tranquillo ma intenso, vorace e lento.
Un lavorìo continuo della visione e dello sguardo, e questo incessante riflettere e riflettersi del tutto in te.
Un'attenzione ai toni, a segnali non verbali, agli indumenti e ai colori, alle sfumature.
Un vivere selvatico, a piedi nudi, da bestioline tra bestie e alberi e fiori.

Io ho scoperto che lei -in fondo- è un'indiana.
Gli indiani – e soprattutto le indiane- la riconoscevano continuamente come una di loro.
Era incredibile vedere come in ogni situazione le sorridessero, le accarezzassero i capelli, le baciassero le gance per poi baciarsi la mano e portarla al cuore.
Vivi all'inizio era imbarazzata, cercava di evitare tutti questi corteggiamenti, era riottosa a rispondere a tanto interesse.
Man mano è entrata nel gioco e ha vissuto il tutto come una cura, una terapia d'amore, un ritrovarsi tra sorelle, madri, nonne, bambine.
Il suo cuore cirillo è indiano, molto più che occidentale o romano.
Vive di fiori, odori e sapori, sguardi e contatti di corpi, esperienze dirette dei sensi e del senso.
Questo le è stato chiaro, e -dopo tutte queste carezze, per una volta non solo mie- non sarà facile per lei tornare ad accettare la tiepida convivenza di qui.

Da indianini, siamo entrati gradualmente nel loro modo di mangiare: cibi sempre freschi e cucinati da poco, senza congelamento o confenzionamento industriale, senza zuccheri aggiunti, con poco grano e nessun lievito, presenza assidua (e disinfettante) di zenzero, curcuma e cardamomo, acqua pubblica e potabile gratuita e per tutti.
Non abbiamo mai avuto crisi gastriche o dissenterie, e- per quanto ci mancassero i nostri sapori- alla fine ci sentivamo meglio.
Qualche pizza e qualche hamburger (entrambi molto cari per i loro standard) ce li siamo concessi, ma devo dire che ce la siamo cavata bene, anche se la lotta per non avere cibi troppo speziati è stata dura e diuturna, non sempre riuscita.

Molto gravi i problemi ambientali e sociali: nonostante la pressione ecologista dei governi (che ci è parsa più d'immagine che altro), fogne a cielo aperto, aria molto molto inquinata, discariche incontrollate, molta plastica abbandonata e bruciata, cacche di mucca ovunque, agricoltura industriale, centrali nucleari.
Persistenza di conflitti irrisolti col Pakistan, in Kashmir, con i sikh, tra integralisti indu e islamici.
Esaltazione della potenza militare e dell'esercito, nella patria che fu (è proprio il caso di usare il passato remoto) di Gandhi.
Una forte persistenza del sistema castale, ulteriormente polarizzata dalle differenze economiche e di classe, molto evidenti ed estreme.
Continuano ad esistere i pària, e un numero sterminato di poveri (soprattutto in Tamil Nadu, mentre in Kerala i comunisti sono riusciti a far qualcosa di più).

Nonostante tutto questo, una grande capacità di convivere e di stare insieme nella più totale differenza e senza indifferenza.
Gli indiani vivono tra loro, come le auto, le moto, i carri, le bici, i tuk tuk, gli animali si muovono per le strade, nel traffico.
Continuamente strisciandosi, minacciandosi, suonandosi, aggirandosi sinuosamente, avvisando della presenza, occupando i vuoti, accelerando e rallentando, guardandosi.
Con molta assertività e molta empatia insieme, con una forte mitezza e dolcezza dei modi, una mai evidente aggressività (almeno agli occhi di noi stranieri).
Senza fermarsi mai, e come se si potesse stare sempre fermi.
Lavorando sempre, ma come se non si stesse lavorando mai.
Muovendosi sempre a più livelli di vita, e come se la vita fosse proprio lì, in quel momento presente, in una dimensione sola.
Una filosofia del vivere quotidiana, più che un semplice vivere.

Per chi ci ha seguito in questo lungo, intenso mese, sul blog, molte di queste cose saranno già emerse, soprattutto dalle immagini che abbiamo scelto.
Molte altre cose resterebbero da raccontare e da dire.
Resta la voglia di ripartire e di tornarci, magari a nord questa volta, magari con un po' più di tempo, magari unendo anche una sbirciata al Nepal e al Bhutan, tra un po'...
Il mal d'India esiste, e si sente, più che in altre circostanze, ora, in noi.














venerdì 12 gennaio 2018

spaventosa caterva di un mese d'indianate senza limiti e ritegno

all'aeroporto di Kochi, accolti in un salotto per il controllo dei passaporti

pannelli elettrici senza fine...nè senso

cavi elettrici penzolanti senza senso e senza fine..ovunque!
dozzine di ventilatori in ogni carrozza

orologi svizzeri con lancette lanciate altrove nel tempo e nello spazio

cancelli chiusi alle bestie non sacre

turismo a km 0, una loro grande passione

Castro parla dal balcone dell'aldilà ...
al Che che poi spiffera tutto alle capre

ma solo Gesù ci può salvare
se credi nella mistery incarnation

no, ci salveranno i fanatici induisti!

ma la vera ossessione religiosa è: non affiggere manifesti!

queste sono le sedi della BOI ohi-ohi

e i suoi rassicuranti guardiani

indovina chi viene a cena: mr muscolo o ...
o il galletto valle del gange?

ma l'importante è la lotta per il dimagrire!

 e la mitica captcha question ogni volta che entravi nel sito della indianrail per sapere gli orari del treno


e le molto flessibili bottiglie di acqua KINLEY

e le molto flessibili postazioni dei treni indiani

e il flessibilissimo ordine delle scarpe

e le inflessibilissime regole di accesso free allo zoo

ma ecco la giornata mondiale del cesso che facilita il blocco urinario
voluta e inaugurata da baby & babu


c'è chi prova a parlare con gli elefanti...

ma lui preferisce conversare col suo amico topone

allora si confidano i segreti a un toro di bronzo

o si resta da soli con se stessi



ma non è facile qui...

si può sempre ricorrere ai selfie
ma anche questo.....


fanno bene i cani a poltrire qualunque cosa accada

o il gatto a meditare in posizione yoga

che si suoni o non si suoni attorno

insomma qui le regole non sono molto in voga




...neppure quelle del buon gusto!

da qui l'origine di vari problemi sessuali

e di orientamento in genere


ma l'India ha un cuore grande, le perdoniamo tutto e ci torneremo!
parola di enri e vivi da Abu Dhabi airport