lunedì 20 marzo 2017

felicità

E' arrivata la primavera astronomica (quella meteorologica, da tempo, purtroppo): dovremmo star meglio col sole e la luce.
La Norvegia supera la Danimarca e vince la classifica della nazione più felice della terra.
Terra bellissima, ma ho i miei dubbi che possano essere felici, con tutto quel buio per metà dell'anno.

Io ho passato dei giorni difficili, non proprio felici.
Giorni di ri-chiusura, temporanea, che mi permettono ogni tanto di ritornare a me stesso, a leccarmi eventuali ferite al coperto, a riprendere tempi e spazi solo miei (o almeno questa è l'illusione, che è lo stesso).
Lascio persone e rapporti ed anche qualche lavoro in stand-by mentre mi rifaccio il check-in.
Niente lifting, ovviamente.
Ma un rimessaggio dell'anima sì, ne ho bisogno.

Ora me ne sto al giardinetto, in versione quasi 'fare il morto', a prendere aria, respirare, star zitto.
Il rientro dall'Indonesia non è stato facile, mi fa fatica star qui, lo sapete.
D'altra parte, almeno per una parte dell'anno, devo anche lavorare un pò, no ?
La società lo esige.
Non ci si può sottrarre sempre e comunque ai riti sociali, purtroppo.
Magari anzi è una fortuna potersi sentire normali qualche volta e per un pò.

Oggi ho sentito dei pianti e dei lamenti dalla finestra di casa dei due anziani che condividono il mio stesso pozzo luce, lato bagno.
Credo che la signora si sia sentita male, il medico parlava di infarto cerebrale, ma non ho capito se sia morta.
La figlia continuava a ripetere: Ma ieri stava bene, stava bene, puliva casa...
Le cose accadono così, si vive e si muore, all'improvviso.
Ho pensato a me, se morissi in un attimo, in questa mia amata casa, sempre più bella.
E a chi, quando morirò, sentirà i miei parenti o i miei amici piangere per me, dalla finestra.

Felicità, mangiarsi un panino insieme a un bambino (o sotto un banano?)  è felicità...!!??
PS: Al Bano ieri è stato di nuovo beccato da un'ischemia, ma è felice e sereno.
Un vero sempreverde, non c'è che dire.
Lui sì che non invecchia. Non come me.

mercoledì 15 marzo 2017

libertà va cercando...

La Minestra Fedeli, quella che non aveva ancora frequentato l'Università, si è ritrovata circondata da un gruppo di studentacci arrabbiati (quelli che invece la frequentano), che in realtà attendevano soprattutto la cara Gelmini, un'altra laureata de' miei cojoni in trasferta, ed ha chiamato la polizia.
Scene d'altri tempi, come se ci fosse ancora Lama.
Studenti che vorrebbero studiare ma non possono più essere veri studenti che studiano in un posto in cui si possa davvero studiare protestano contro una che non potrebbe fare il Ministro dell'Istruzione ma lo fa.
E lei, come la sua famigerata ex, ha la faccia di pronunciare il solito ritornello dei violenti al potere: non si dialoga con chi usa la violenza! Accidempolina, che sincera democratica questa (nei secoli) Fedeli !
Ma come è stata fatta la riforma ? Chi è che non dialoga ?

Il referendum si avvicina ma -per quanto già depotenziato dalla Consulta- non si farà.
La legge sui voucher sarà cambiata, o si farà finta di farlo, così il referendum non potrà più abrogare una legge che non ci sarà più. Ce ne sarà una fotocopia, come il governo Gentiloni rispetto a quello di Renzi, ma formalmente sarà un'altra, e quindi...
Votanti che vorrebbero votare ma non possono in nome di lavoratori che non possono lavorare, ma vorrebbero (e non con i voucher, ovviamente...)
Io vorrei, non vorrei, ma se non vuoi...
Quindi, in sintesi: niente lavoro vero e niente referendum. Perfetto.

La Corte di giustizia europea ha dato ragione agli imprenditori che in Francia e in Belgio hanno licenziato delle loro lavoratrici che si erano rifiutate di togliersi il velo davanti ai clienti.
Quindi, o se lo tolgono o non lavorano.
Donne che vorrebbero essere islamiche sempre, ma non possono esserlo mentre stanno a lavoro.
Come se la nostra soluzione, che la religione sia un fatto privato e non pubblico, debba valere per tutti, e che sia una soluzione valida, senza dubbio alcuno, anche per noi.
Sempre che noi l'applichiamo, visti i crocifissi a scuola o negli uffici...
Ma la croce è un simbolo universale, diciamo, mentre il velo...
Ci meritiamo una, dieci, mille militanti (donne) di Al Qaeda.

A proposito di sedicenti religioni, ancora nulla di fatto sul testamento biologico e il fine-vita.
Aule vuote, tempi geologici, imbarazzanti silenzi, e profondissima quiete.
I veri morti sembrano proprio i politici.
Comunque, in sintesi: moribondi che vorrebbero morire a modo loro, ma non gli è concesso neppure questo.
No, dobbiamo sottostare agli accanimenti terapeutici, alle flebo, ai respiratori forzati,
Perchè la vita non è nostra, dicono i cattolici.
E anche chi non è cattolico deve diventarlo, almeno in punctum mortis.
Chi vuole morire non può, chi vuole essere ateo non può, chi non vuole soffrire inutilmente non può.
Dalla culla alla bara, sempre liberi...


giovedì 9 marzo 2017

e gi seis a froris!

In una caverna sotto terra viveva uno Hobbit. Non era una caverna brutta, sporca, umida, pieni di resti di vermi e di trasudo fetido, e neanche una caverna arida, spoglia, sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una caverna hobbit, cioè comodissima. Come una domus de janas


 HF: Buongiorno.
HS: Che cosa vuoi dire? Mi auguri un buon giorno o vuoi dire che è un buon giorno che mi piaccia o no? O forse vuoi dire che ti senti buono in questo particolare giorno? O affermi semplicemente che questo è un giorno in cui occorre essere buoni?
HF: Tutte e quattro le cose penso... Posso aiutarvi?
HS: Questo resta da vedere. Sto cercando qualcuno con cui condividere un'avventura nell’isola di Flores.



























 Quel piccolo Homo Floresiensis alto appena 1 metro mi disse serio serio: Sapiens non rivolgerti agli elfi per un consiglio, perché ti diranno sia no che sì. Non sapeva che avevo in tasca una spilletta con scritto:protegamos los duendes. E che anche io ero una di loro.


Tratto da Il caseifico dolce (hobbit) sardo.  V. Minni 2017

mercoledì 8 marzo 2017

lotto marzo

Sì, qualcosa si è mosso oggi: molte donne hanno deciso che non è più tempo di festeggiare e hanno scelto di riprovare a lottare.
Hanno mangiato la foglia ed hanno capito chiaramente che, dietro la retorica istituzional-quirinalizia (ancora oggi Mattarella ha organizzato la sua manieristica kermesse con attrici, nane e ballerine, tutte messaggere di pace...), si nascondono violenza, diseguaglianze, ingiustizie profonde e persistenti.
Attenzione: non solo negli stupri e nella sopraffazione aperta, ma anche nella violenza strutturale e culturale, apparentemente gentile e vellutata, di tutto il sistema politico-economico.
Un bel passo avanti, anche per la scala globale dello sciopero.
Sarebbe stato ancora meglio inventarsi qualche forma di protesta un pò meno spuntata e ritualistica (ad esempio: denunciare i datori di lavoro discriminanti, occupare le sedi di istituzioni monosessuate, rifiutarsi davvero di curarsi della famiglia o dei figli, almeno per una settimana, e far vedere gli effetti...).
Ma è già qualcosa.

E' importante riportare al centro il conflitto, anche quello tra i sessi.
In una fase in cui si cerca di nasconderlo, con i falsi egualitarismi, ma anche con le trovate transgender, queer e gender fluid che dir si vogliano.
Forme di liberazione e di automanipolazione apparenti, che riflettono una schiavitù profonda nei confronti della tecnologia e del mercato.
Forme confuse di opposizione a qualcosa che invece assomiglia paurosamente a quel che si dice di voler superare e combattere.
Forme violente di straniamento dalle matrici ecologiche e sessuate dei nostri esseri.
Non ho una visione essenzialista, nè identitaria, nè ontologica, nè naturalistica ingenua.
Ma credo che certe soglie sia meglio non superarle, che siano sacre e che definiscano, biologicamente e/o culturalmente, la nostra specie.
Sono favorevole che ognuno faccia l'amore come e con chi crede.
Ma credo sia bene che i figli siano fatti solo da un uomo e una donna, ad esempio.
Non con uteri o spermi in affitto, mirabolanti provette, operazioni in vitro.
E non credo che la sanità pubblica debba offrire, magari a spese della fiscalità generale, questi servizi.

Un'ultima considerazione sulle manifestazioni di oggi: secondo me le donne sbagliano ad andare sotto gli ospedali per opporsi all'obiezione di coscienza dei medici anti-abortisti.
Non dovrebbero opporsi all'obiezione, ma richiedere che lo stato garantisca in altre forme l'attuazione della legge 194, e non solo di quella...
La strada aperta dalla Regione Lazio, pur con alcuni rischi in generale, mi sembra una strada perlomeno percorribile.






martedì 7 marzo 2017

ritorna a casa, speedy versailles

A sessant'anni esatti dalla sua fondazione, l'Unione Europea festeggia la sua fine.
Si sono incontrati a Versailles, come il Re e gli Stati Generali prima della loro dipartita, come se fossero ancora i monarchi d'Occidente.
Ma dietro l'apparente grandeur dei riti e dei proclami quelli che si incontrano sono solo dei leader falliti, sia in patria che sullo scenario continentale, e ancor più su quello planetario.
Dopo la falsa cooperazione dell'Unione a 28 (che è sempre stata una pia illusione ed una mera parvenza), oggi ci raccontano la falsa (farsa) cooperazione dell'Europa a 4 che blatera di un'Europa a più velocità, cioè -di fatto-del fallimento dell'Europa unita.
Una falsità e una farsa perchè non esiste unione e parità e pari velocità neppure tra i 4 paesi che si sono incontrati e che si arrogano il diritto di decidere per tutti.
Quel che decide è sempre solo la Germania, peraltro sempre più indebolita su altre scale, e gli altri seguono sempre e solo a ruota.
'Se ci fermiamo, crolla tutto', insiste la Merkel.
E quindi, chi ritiene di poterlo fare deve continuare a correre, verso il baratro.
Mentre tutti gli altri paesi più poveri dell'Unione, che sono già nel baratro, vengono ulteriormente abbandonati a se stessi o, ancor peggio, affidati alle cure amorevoli della BCE o del FMI.

Quando si dice infatti che 'nessuno resterà indietro', si mente sapendo di mentire.
Perchè le due e più velocità ci sono già, e ci sono già persone e paesi che stanno indietro, e di molto.
I sistemi competitivi generano pochissimi vincenti e moltissimi perdenti, inutile negarlo.
E così è anche per l'Europa, falsamente unita dal denaro, ma in realtà divisa e stracciata proprio dai mercati e dalla finanza.
Ecco perchè gli attuali regimi di centro saranno sostituiti dalla destra nelle prossime elezioni: Macron in Francia, per quanto sia stato ministro di Hollande, si ricorderà ancor più di essere il banchiere della famiglia Rotschild; Rajoy e Gentiloni sono soltanto comparse temporanee e insipide; la Merkel stessa vacilla e sarà sconfitta a breve.
Nel frattempo, ci governano e decidono per noi e per altri, generando soltanto ulteriori odii e disprezzo, malcontento e sfiducia.

Ad un'Europa dinastica fa riscontro un'Italietta delle famigliole al potere.
Quelle di sempre, ma anche quelle nuove, della provincia toscana, quelle della Rignano Insabbiadoro.
I piccoli feudi conquistati dalla famiglia Renzi e dai suoi minimi sodali, le combriccole di amichetti e bancari da strapazzo, le massonerie d'accatto, i moschettieri di cassa e spada che ci assediano e fanno soldi alle nostre spalle, occupando e depredando gli spazi pubblici e le risorse dello stato: tutto questo va a dimostrarsi ancora vero, alla faccia delle tanto sbandierate rottamazioni e meritocrazie e progressi e nuovo che avanza.
La solita storia, da sempre, si ripete ancora una volta, con nuovi personaggi in cerca d'autore.
Così finisce, ingloriosamente, la storia del grande riformatore social-democratico, così come era già finita la storiella della 'riforma liberale' di Berluscoionis, così come sono andati ad infrangersi tutti i tentativi di cambiare la storia profonda del nostro paese.
Un paese che vive da sempre sui familismi amorali, sulle dinastie del denaro e della collusione, sulla corruzione endemica, sull'assistenzialismo e sulla emarginazione di qualunque etica pubblica
(e di qualunque persona o gruppo provi a rappresentarla).
Il nostro è un paese per vecchi, anche quando al potere ci vanno i 'giovani'.
E non parlo solo di Renzi. Anche la vicenda Raggi, purtroppo, sta ancora una volta lì a dimostrarlo.






lunedì 27 febbraio 2017

fake news

Trump e la Le Pen maramaldeggiano su stampa e giornalisti.
Dopo averli trasformati quasi tutti in lacchè, ora non gli basta più.
Non li invitano neppure alle conferenze stampa, devono morire.
D'altra parte, ormai, cosa contano i giornali, chi se li legge?
Non certo quelli che votano Trump o Le Pen.
Quelli non leggono, o leggono altro, magari sulla rete.
E se i fakes fossero solo su Internet (ed i potenti stanno provando a metterle la museruola con questo alibi) avremmo risolto. Ma quante fesserie e bugie assorbiamo quotidianamente anche da tv e giornali 'seri' ?
La carta stampata, infine, salve rarissime eccezioni tipo Il Fatto, non starebbe in piedi un giorno se non ricevesse fior fiore di contributi pubblici dai partiti e dai politici (per non parlare di multinazionali e riccastri).
Ma il tempo è trascorso, ora va fatta letteralmente fuori, ai potenti non serve più, rompe ancora troppo, nonostante quel che è ormai, e soprattutto costa troppo.

Qualche sera fa stavo andando al cinema a vedere Manchester by the sea (ve lo consiglio) e in via del Collegio un auto correva rombando, incurante di orecchie e passanti.
Due neri che andavano verso la cripto-moschea hanno protestato civilmente, un pò spaventati.
Il guidatore si è fermato e, con fare sprezzante, ha dichiarato: Guarda che qui io ci sono nato!
Sottinteso: non come te, negro di merda, che vieni ad invadermi il quartiere.
Mentre i due neri proseguivano a cercare di spiegare, mi sono avvicinato al finestrino e gli ho detto in faccia, arrabbiato: Bene, allora cerca di non ammazzare nessuno dei tuoi condomini. Stavi andando troppo forte, e basta. Non tirare fuori altre storie...
E' sgommato avanti, via, senza più fiatare. I neri mi hanno sorriso.
Certe volte, basta poco.

Mentre Bill Gates inizia a parlare di tassare le aziende che producono tecnologia sostitutiva del lavoro umano per dare un reddito ai milioni di disoccupati cjhe la robotica ha creato e ancor più creerà in futuro, Renzi continua a sparare fake news contro il reddito di cittadinanza, inventandosi altre formule magiche tipo 'lavoro di cittadinanza'. Di questo parlerebbe la Costituzione, sempre lei, poveraccia!
Ma possibile che segua Bill Gates sino in California, ma poi non lo segua nelle ovvietà, quando non gli conviene ?
Non sarebbe più serio dire a tutti i giovani che entro qualche decennio moltissimi lavori non ci saranno più e che, in assenza di contromisure ragionevoli, ci sarà sempre di più un sacco di gente senza lavoro e senza soldi ?
No, si continua a parlare di lavoro e di dignità del lavoro, come se fossimo ancora nella Genesi.
E posso capire la Chiesa, ed anche i marxisti, ma gli altri, i cosiddetti liberisti ?
Perchè mentono così spudoratamente, continuando a promettere quel che non sarà ?
Semplicemente perchè non possono dire la verità senza suicidarsi.

I Cinque stelle a Roma hanno accettato lo stadio, per quanto riveduto e corretto.
Ma possibile che nessuno osi dire che di stadi ne abbiamo anche troppi, a Roma ed altrove ?
E che ci sono altre priorità ? E che a questi non gliene frega niente dello stadio e del calcio, ma vogliono solo fare nuove città mercato sotto mentite spoglie e riempirci la vita di altri gadget e merci e cazzate da pagare ?
Fatti i lavori, poi, si lascia decadere tutto, come è accaduto con il Sant'Elia dopo Italia 90.
Ed ora ci tocca anche qui a Cagliari di digerire il nuovo stadio.
Così come hanno avuto il coraggio di fare con le Olimpiadi, i Cinque stelle avrebbero dovuto dire basta anche a Pallotta e ai palazzinari di ogni dove. Ma non ce l'hanno fatta e preferiscono indorare la pillola con finti discorsi sulla sostenibilità e il bene pubblico, anche loro...

Oggi, salendo in filobus, verso la facoltà, una ragazza ripeteva un'esame di biologia alla sua collega.
Primo, lo faceva a voce altissima, senza rendersi conto di trovarsi in un contesto pubblico, con tanta gente intorno che l'esame non lo doveva dare, tantomeno in autobus.
Secondo, ripeteva le cose senza capire evidentemente nulla di quel che diceva, e senza neppure chiedersi che cosa stava dicendo. La banalità del bene.
Terzo: non aveva idea dell'italiano. A un certo punto ha detto: Questa definizione non me la ricordo mai, mi ansia!  MI ANSIA ?
Ora, per quanto si possa essere colti da sconforto, non ha senso reagire a tutto questo con le fakes stile Mastrocola o Recalcati. Non è con il ritorno ai valori, o allo studio della sintassi, o con la fine del gioco ed il ritorno alle cose serie, o al Nostro Padre freudiano quotidiano, che risolveremo le cose.
Non è con gli appelli a studiare, o con l'aggiunta di ore o di obblighi scolastici, o di disciplinarizzazione, che si uscirà da questo tunnel.
Il passato non torna, e non può tornare, grazie a Dio. Anche se qualcuno ci prova, eccome.

A proposito di postverità, ma cosa c'entra ormai questo Carnevale con il Carassegare, con il tagliar le carni, fare a pezzettini le consuetudini e i poteri, cambiare il mondo anche solo per qualche ora, mascherarsi per dir la verità, stravolgere le postazioni di sempre ?
Neppure più semel in anno licet insanire ?
E' tutto mercato, tutto finto. Solo spettacolo, turismo e folklore, senza più conflitto nè senso sociale.
Questo Carnevale mi mette tristezza, anzi: mi ansia.

E' rinata DP, ma non vuol più dire Democrazia Proletaria.
I transfughi d'alemiani si fanno chiamare ora  'democratici e progressisti'. Che fantasia!
Peccato che attualmente le due parole stiano agli opposti: la civiltà del progresso infatti non va più insieme alla democrazia. Il progresso l'abbiamo visto in questo ultimo secolo, e soprattutto in questo XXI ...
Della democrazia non sa più che farsene.
Intanto D'Alema annusa l'aria ed improvvisa (lui!) sparate-fakes sul superamento della forma partito, sulla necessità di darsi forme nuove, di andare oltre il già conosciuto.
Ma è solo in attesa della morte di Renzi, per riprendere possesso dei suoi feudi.
Non si può dire che non sia un bravo killer, o meglio -come sempre- un perfetto mandante.
Il lavoro sporco l'ha sempre fatto fare ad altri.

Un ragazzino che conosco bacia una ragazzina, in privato.
Nel giro di pochi minuti la notizia è sui social, lui deve ricevere telefonate o messaggi che gli chiedono se l'ha fatto davvero, che intenzioni ha, se la ama o no...
E si sente in obbligo di tenere lo smartphone acceso e di rispondere, anche se non sa bene neppure che cosa ha fatto, nè cosa accadrà, nè cosa sente davvero.
Come un attore consumato si fa il suo film, e partecipa a quello degli altri che lo chiamano, o della ragazzina che ha subito spifferato tutto alle sue amichette da gossip.
Sembra cinico e disincantato (che cos'è l'amore, in fondo ? l'amore vero non esiste, esiste solo il sesso...), ma sa di essere quasi totalmente solo davanti a questa enormità che sta avvenendo, e non sa che fare.
Ci chiede, domanda, cerca aiuto.
Si dibatte, come un pesciolino senza speranza, nella rete.

Da qualche mese i miei post vengono letti da centinaia e migliaia di persone che non conosco.
Non so come e perchè questo stia avvenendo ultimamente, a differenza di prima.
Chi mi sta diffondendo nell'etere, a mia insaputa e fuori dal mio controllo ?
Mi ansia, un pò, lo ammetto.
Meglio smettere ?
Chi può e sa, parli.











 

venerdì 24 febbraio 2017

no-global ?

Fra poco parteciperò ad un incontro con studenti in cui verrà proiettato il film 'Diaz' e si parlerà di quel che è successo a Genova e quel che è accaduto dopo, in questi ultimi quasi sedici anni.
L'occasione mi ha portato a rifocalizzare quell'esperienza, che è stata così forte e decisiva per i movimenti a cui ho aderito, per la loro sorte e per la loro morte.
Con l'andare degli anni è risultato ancora più evidente quel che i muri di Genova significavano simbolicamente: la chiusura e la difesa di roccaforti di privilegio e di decisione autoritaria, non disponibile alla mediazione, e quindi post-democratiche. La violenza armata e la militarizzazione quali modalità di nuovo possibili in politica, in aggiunta ai soft power consumistici e da lavaggio del cervello massmediatico. La globalizzazione dei mercati e della finanza e la chiusura alla libera circolazione delle persone e dei poveri.

Qualcosa sta cambiando negli ultimi anni.
La globalizzazione ansima paurosamente.
I poveri e i migranti sono sempre di più, dentro i nostri confini o alle nostre frontiere.
La guerra sta avanzando e ormai copre buona parte del pianeta, in una forma o nell'altra (guerra classica, guerriglia, terrorismo).
Le aziende tornano a proteggersi di più e a cercare aiuto negli stati nazionali, il protezionismo e l'isolazionismo crescono e cresceranno insieme a Trump e alle nuove destre europee.
I social network e Internet per tutti non riescono più a nascondere l'isolamento e l'infelicità delle persone, oltre a manifestare un aumento della loro controllabilità ed autosfruttamento dei sè come risorsa digitale.
Le democrazie sono sempre più finte ed apparenti, sfiduciate dai cittadini, amorfe e sbiadite.

Quel che sta accadendo era stato predetto a Genova, qualche mese prima che accadesse l'attacco alle Torri Gemelle, evento che ha fatto il resto ed ha accelerato ulteriormente dei processi già in atto e, in gran parte, già decisi in alto.
Inutile dire ora che avevamo ragione.
Non siamo riusciti ad organizzare questo no, non siamo riusciti a darcela e a farcela dare questa ragione.
E, in compenso, da Genova in poi, ce le hanno date di santa ragione.
Intere generazioni, e soprattutto i giovani che si affacciavano all'azione politica proprio in quell'occasione, sono state minacciate e colpite fisicamente, in quei giorni.
E da allora si sono nascoste, si sono arrese, sono tornate a casa.
Il segnale è arrivato, chiaro. E ha funzionato: la paura ha chiuso gli spazi di una politica ancora possibile.
Molti anche i limiti interni ai movimenti. di cui abbiamo già parlato più volte.
Ma l'ondata è stata davvero potente.
Lo vediamo oggi, circondati come siamo da milioni di aspiranti Justin Bieber e scimmiottanti Paris Hilton, ipnotizzati dagli smartphone e mantenuti dal papà.
Vedremo quale sarà la situazione, tra altri quindici anni.